Famiglia

Mio figlio ha un lavoro precario. Sono preoccupato per il suo futuro. Sto pensando di lasciargli una piccola rendita vitalizia. Giuridicamente come funziona questo strumento?

La rendita vitalizia è una figura giuridica espressamente prevista dal nostro legislatore. Si tratta di un contratto con cui una parte concede ad un’altra (che può essere sia il contraente sia un terzo), una determinata rendita, per la vita di una o più persone.

Può essere fatta, come nel caso del lettore, a titolo gratuito, oppure a fronte del versamento di un capitale o di un bene mobile od immobile. Nel primo caso saremo di fronte ad una vera e propria donazione, nel secondo ad un contratto cosiddetto a “titolo oneroso”. Una rendita concessa gratuitamente, oltre che per donazione, può essere fatta anche per testamento. È essenziale che sia fatta per scritto a pena dell’invalidità del contratto.

In caso di testamento o donazione, si dovrà seguire la normativa in materia, sia dal punto di vista formale (ad esempio forma del testamento, oppure presenza dei testimoni), sia dal punto di vista sostanziale (ad esempio attenzione al rispetto delle quote di legittima), senza dimenticare l’aspetto fiscale.

Nel caso della rendita a titolo oneroso, ossia di fronte a un corrispettivo, un elemento essenziale è l’alea, ossia il rischio. In altre parole se io do a Caio una casa che vale 1000 di fronte ad una rendita di 5 al mese per tutta la mia vita, Caio conosce il valore di ciò che riceve, ma non di cosa dà, poiché tutto è commisurato alla durata della mia vita. Si deve stare attenti, quando si ha l’intenzione di stipulare una rendita vitalizia onerosa con persone molto anziane. La Corte di Cassazione, infatti, ha stabilito (e questo principio vale anche per il mantenimento che vedremo dopo) che un beneficiario con un’età avanzata potrebbe far cadere l’elemento essenziale dell’alea, così facendo diventare la rendita vitalizia una donazione, con tutte le debite conseguenze.

Se, ad esempio, Tizio novantenne trasferisce a Sempronio una casa da 1.000.000 di euro a fronte di una rendita annuale di euro 20.000, ben si capisce che, molto difficilmente si rispetterà l’elemento del rischio (Tizio, per arrivare all’equivalente del milione, senza considerare la svalutazione del denaro, dovrebbe vivere ancora 50 anni!).